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1a parte

2a parte

 

HO LASCIATO LA BORSA E LA PISTOLA

Montemario, Flaminio, le tende bianche
Del tennis
Il sole è
nascosto dietro i pini
E leggero ponentino
Ti rinfresca il viso
E’ un attimo di pausa
Nadal se la vede con Gonzales
La Roma col Torino allo stadio accanto
Le donne qualificano la partecipazione
Una pausa al Food Village
Non c’è nessuno, anche la F1 in Portogallo
Ha premiato due Mc Laren e una rossa
Sembriamo un accampamento di indiani
All’ora della siesta
Ed è< qui che questa pausa del giorno
Aspetto John Martin scappato da Cinecittà
Per una Bavaria alla spina
13 maggio 07

LA BORSA

Ho lasciato la borsa e la pistola
Nell’ultimo motel chilometri e chilometri
Distante
Se mi offri una birra straniero
Sarà con piacere che l’accetterò
Ho lasciato la borsa e la pistola nell’ultimo motel

GOL

Sembra che non segnino nessun gol
Nello stadio qui vicino
C’è troppo silenzio
Oppure la squadra di casa sta perdendo
Kissà

Come mi piacerebbe essere ancora
Nel carugio a giocare al balun
Anche se non sono molto bravo
A prendere la palla al volo
Ma alla fine di ogni partita il premio
Era una fresca gazzosa

FOR SALE

Quando il nemico ha sempre ragione
Bisognerebbe forse
Fermarsi a sognare un poco ed attendere le stelle
O farsi una canna
Prima di alzare bandiera bianca

ICONA 2

Mi hanno regalato una bandiera a stelle e strisce
Verticali
È la bandiera della pace non l’avevo mai vista prima
È la loro bandiera della pace
L’ho rimandata al mittente

ICONA 3

La luna questa notte
Non mi troverà a Montemario
Ho prenotato l’eurostar per Firenze
Alle 21.45

Questa notte avrò in regalo la luna d’argento
Riflessa in Arno

CASINO

Non è in quei numeri
Che gira la fortuna
Non è nella corsa della pallina
O dei dadi bianchi e neri
La fortuna
Dove è ?
Saperlo !

BE HONEST

Se cerchi una slogan
Per l’entrata della tua casa
Scrivi
Be honest

yyyyyyyyyyyyyyyyyyyyyyyyyyyyyyyyyyyyyyyyyyyyyyyyyyyyyyyyY

BEAT PARIGI
YYYYYYYYYYYYYYYYYYYYYYYYYYYYYYYYYYYYYYYYYYYYYYy

E’ mite l’agnello
Come dovrebbero essere le tue parole
Che parlano di bene e di male invece di
Pensare alla felicità
Che può essere eterna
Mentre l’agnello ha una data di scadenza
Happy Easter

Mi sono sempre piaciuti
i dipinti
Di Gèricault
Almeno non vago per niente quando
Passeggio
Passeggio
Passeggio
A far passare il tempo
In qualche museo
Museo museo museo
Di Parigi Parigi
Parigi

A cosa servono le mani
Se non ad arrotolare carta giornale
Ed erba dentro
Ma va anche bene la carta da macellaio
Per arrotolare erba dentro
E poi accendere con fulminanti da cucina

 

Camminavamo alla sera sul Boulevard Saint Germani
E sempre ci sorrideva quella ragazza coi capelli tinti
Di blu di blu di blu
E noi sempre ci fermavamo a baciarla e salutarla era
La nostra baciatrice preferita e sembrava appagata
Quando la baciavamo ed anche noi lo eravamo
E tutti sembravamo felici e forse lo eravamo
Sul Boulevard Saint Germani

Quando si fermò l’orologio a pendolo
Smettemmo di illuderci a ore alterne
E fu così che cominciammo ad andare
Verso dove <il sole brillava

Lo sai perché il tempo riesce a sciogliere
Anche la neve dei sogni ?

Troppi brillanti sulle scarpe troppi
Smeraldi al collo e troppe parole stupide
Nella bocca
E quella era la primavera di un labirinto
Senza vie di uscita ma con tante perle
Gettate in terra per ritrovare la strada

In mille frammenti di materia
Cerco un poco di anima
Per questo continuo a incollare
Pezzi di carta di luna di stagnola

Mi è restato nelle mani
sapore di terra e di vento di Bretagna
ma non per questo risalirò su un treno
alla Gare du Nord

L’acqua è entrata nelle scarpe
Con passo di danza
Traboccando dalle condutture

Soffierà sempre ovunque andrò
Vento di scirocco per tenermi caldo
Il cuore

La primavera a Parigi come forse altrove
È piena di luce e preannuncia la grande luce
Dell’estate

Mi piace mordere acini d’uva nera
Affacciato a una finestra senza persiane
Di un hotel che affaccia
Su rue Git le coeur

Ho dormito in tante e tante camere
Di tanti alberghi pensioni stazioni di posta
Ho abitato in tante e tante case d’affitto
Ho camminato per tante e tante strade
Di tante città perdendomi ogni volta
Che cominciava a nevicare

Dove condurrà questa strada di sabbia e deserto
Dove dove
Non ci sono cartelli non ci sono case alberi
Solo strada e sabbia e deserto dove condurrà

Qualche volta il cielo diventa selvaggio
E brulica di stelle
Qualche volta
dopo un bicchiere di champagne

Avanza danzando un gregge di pecore
Nelle mie notti a Saint Germani
E non so se dormo o solo sveglio
Ma provo a contarle ad una ad una
E a tutte dare un nome di stella

Conosco il niente
bene
come conosco
Tutto il resto

Come ogni sera alla stessa ora di sempre
Accendo una Lucky Strike
Guardo il cielo e mentre bevo un miscuglio alcolico
Francese
Mi perdo nell’infinito

Sono tornato ridendo dal mercato delle Halles
Portando una sporta di pesce per la bouillabaisse
Ed ho portato anche pane e frutta e fiori
E mi sono guardato in una vetrina di Dior
Ho fame mi ha detto un’immagine riflessa
Prendi questi pesci e moltiplicali se puoi
Sono tornato ridendo al mercato delle Halles

Suonano il flauto e la cetra e uniscono il canto
Al pianto e sembrano ritratti nella vetrina di un antiquario

Nell’oro delle spighe scende il sole e si liquefa

Camminando camminando camminando
passa la vita

Il più bel viaggio dicono tutti è quello
Che non hai mai fatto ma non è assolutamente vero
Vuol dire che non sei venuto nel paese dell’SLD

Il nostro amico Smith si è fermato negli occhi di Pascale
A Place Pialle e non l’abbiamo più visto per una settimana buona
Il nostro amico Smith è tornato con un quaderno pieno di poesie
Che ha trovato negli occhi di Pascale

Rotta era la bottiglia e vuoti i bicchieri
E la porta aperta ed il letto sfatto
E la casa deserta

I miei sogni sono piuttosto indistinti
So che sono veri sogni perché avvengono di notte
Ma i miei sogni ora sono molto vaghi

Lascia ch’io lastrichi con un’ultima tenerezza
il tuo passo che s’allontana( Vladimir Majakovskij )

Camminavo per rue Git le coeur una stretta stradina medioevale che scendeva al fiume da rue Saint André des Arts fino al Quai des Augustins, nel quartiere latino camminavo correggendo le bozze di alcune poesie che avevo scritto seduto al tavolino del Café aux deux Magots. All’altezza del n. 9 c’era un hotel e pensai che avrei fatto meglio a prendere una stanza e finire di correggere le poesie sdraiato sul letto di quell’albergo piuttosto che camminare leggendo e sbattendo contro le persone che camminavano in senso opposto.
Madame M.L. Rachou mi confermò che aveva una camera libera con la finestra sulla rue.
L’hotel è di tredicesima categoria, la categoria più bassa, Il bagno è in comune. Ci sono clienti rumorosi.
Quello che cercavo, dissi.
Pagai anticipato.
Mi offrì un caffè. Preferii un bicchiere di rosé.
E salii in camera e mi accesi una bella sigaretta arrotolata d’erba.
La felicità in una stanza scrissi sul mio taccuino, ma poi mi addormentai e sognai sogni leggeri e la notte passò.